Qual’ è la prima risposta che dà  uno straniero quando gli si chiede cosa gli piace dell’Italia?

Gli spaghetti!

Ebbene si, queste leccornie lunghe, sottili, dalla sezione tonda sono un po’ il distintivo del meglio e del buono che l’ Italia possiede.

Ma la nostra bella penisola vanta diversi tipi di pasta a seconda della regione, o delle città, diventando a sua volta un distintivo di quella zona.

Sulla bandiera culinaria calabrese, ad esempio c’è la fileja, dalle origini molto antiche, che solo da una decina di anni è utilizzata anche oltre il confine regionale.

A rappresentare invece la Campania sulle tavole italiane è il pacchero, il cui nome deriva proprio da “pacca”, ossia schiaffo dato a mano aperta. Questo tipo di pasta viste le sue dimensioni, si accompagna a sughi importanti o a ripieni.

Al Molise invece appartengono i cavatelli, a cui la Puglia ha fatto la corte rivendicandone in parte le origini, e adottati anche dalla Basilicata, Calabria e Campania. Insomma, è una pasta amata al Sud.

Il nome deriva dalla loro forma “incavata”.

Le orecchiette sono indiscutibilmente di appartenenza pugliese, anche se le loro origini molto remote sono da ricercarsi addirittura in Provenza. Devono il loro nome alla forma che ricorda l’orecchio umano. Il loro condimento per eccellenza è con le cime di rapa, ma nei giorni di festa, la tradizione vuole che siano accompagnati dal ragù di coniglio.

Percorrendo invece il nord dell’ Italia troviamo gli strozzapreti, in particolare in Romagna e Marche. Pare che questo singolare nome sia stato assegnato per via della somiglianza della loro forma alle stringhe delle  scarpe, o agli strumenti utilizzati dai rivoluzionari per strangolare i preti.

Rimanendo al nord le tagliatelle la fanno da padrone. Il loro nome deriva dal verbo “Tagliare”, operazione necessaria per dare loro la forma desiderata.

Questa tipologia di pasta conosce diverse varianti che riguardano l’impasto, al quale si possono aggiungere bietole o spinaci.

In liguria invece non possono mancare le trofie, il cui nome potrebbe derivare dal termine dialettale strufuggìa che vuol dire strofinare: per ottenere la loro forma è infatti questo il movimento da compiere. E’ pur vero che “trofia” in lingua ligure vuol dire “gnocco”.

Ad ogni modo, in qualunque luogo ci si trovi, la pasta è la protagonista indiscussa  della tavola italiana e qualunque essa sia, ci rappresenta egregiamente.